07/12/2010
Elementare, Watson!
Il Comune ha pubblicato sul proprio sito un “comunicato” (prot. 7806 del 01.12.2010) in cui vengono esposte delle considerazioni sul tema dei rimborsi della mensa. In questo post faremo alcune valutazioni in merito.
La prima è che, dopo un colloquio e due richieste scritte alla dott.ssa Pisano (con tanto di mail aggiuntiva di sollecito), una petizione e una richiesta diretta a ciascun consigliere, in pratica dopo soli sette mesi di richieste ufficiali (senza considerare quelle informali), il Comune si decide a dire la sua (anche se non rispondendo direttamente alla nostra lettera ma facendo una segnalazione "alla chetichella” sul sito, senza alcun riferimento alle nostre “missive”). Comunque meglio tardi che mai!
Una seconda considerazione è che “il comunicato” è firmato “L’amministrazione comunale”. Ci chiediamo: chi è l’amministrazione comunale? Significa che tutto il Consiglio Comunale ha aderito e sottoscritto “il comunicato” (e allora perché non hanno scritto “il Consiglio Comunale”)? Oppure significa che nessuno ha voluto mettere il nome in calce e quindi ci si è barricati dietro una voce anonima? Dopo che abbiamo scritto alla dott.ssa Pisano, al Sindaco, ai singoli Consiglieri, perché ci viene data una risposta indiretta senza un nome? Che facciamo scriviamo la nostra risposta “alla cortese attenzione dell’amministrazione comunale”?
Una terza considerazione è che la risposta è “allucinante”. L’amministrazione comunale risponde, infatti, che:
- Il diritto al rimborso c’è (e meno male, ci mancherebbe altro!)
- Però il diritto è soggetto ad una soglia minima per non gravare eccessivamente sul comune (ci possiamo stare)
- Tale soglia non dipende dall’importo ma dal numero consecutivo di giorni di assenza
- Tutto ciò è stato scientificamente calcolato con complesse statistiche e calcoli di varia natura
“All’amministrazione comunale” vorremmo spiegare che ci sono un paio di errori logici la cui gravità lasciamo ad altri giudicare.
Cominciamo con la soglia di rimborso: esiste un numero di giorni (che chiameremo “bonus”) che già viene defalcato dal costo che noi genitori paghiamo. Lo sapevamo, l’avevamo scritto anche nell’ultima lettera, tutto chiaro. Il problema nasce dal fatto che la logica vorrebbe che il rimborso funzionasse in questo modo: hai fatto tot giorni di assenza, ti tolgo quelli di bonus e ti rimborso la differenza. Invece l’amministrazione comunale afferma: ti rimborso solo se fai tre giorni consecutivi di assenza e non tengo conto del bonus. In questa maniera, talmente intelligente da essere per noi incomprensibile, accade che chi salta venti pasti in un anno (ad esempio dieci per scioperi e dieci per assenze di un giorno) non ha diritto a rimborso. Chi non fruisce di tre pasti (perché è mancato tre giorni consecutivi) viene rimborsato. Quindi: chi ha fatto tre giorni di assenza riceve il rimborso (quindi non ha pagato, ad esempio, gli otto di bonus e i tre rimborsati) mentre chi ha perso venti pasti non riceve un centesimo di rimborso se non gli otto di bonus)! Come direbbe Sherlock Holmes: elementare, Watson!
Questa delirante modalità di calcolo è inoltre indicata come originata da presupposti scientifici in base a quanto afferma “l’amministrazione comunale”: “Tali modalità sono scaturite dall’analisi della frequenza scolastica media degli alunni, tenuto conto della loro età e in funzione dell’organizzazione del servizio in un comune medio piccolo”. In pratica ci viene detto: “fidatevi che ho fatto i conti io ed è tutto a posto”. La logica e la trasparenza, in questo caso, vorrebbero che tali analisi venissero riportate nella risposta, a dimostrazione della correttezza dei calcoli che ci sono dietro. Purtroppo non ci è dato di sapere nulla su questo (e ripetiamo, dopo setti mesi di interazioni sul tema!). Sarebbe inoltre interessante vedere se in qualche comune limitrofo venga adottato un meccanismo come questo …
Noi non sappiamo se e come questi calcoli siano stati fatti. Sappiamo solo che il meccanismo di calcolo del rimborso è chiaramente iniquo, complesso e ingiustificato.
Inoltre cominciamo a temere che le persone che si nascondono dietro “l’amministrazione comunale” abbiano paura di “parlare” con noi, anche se non ne capiamo il motivo, visto che non hanno mai risposto alle nostre lettere (se non in un caso scrivendoci che non intendevano risponderci perché avevano ricevuto due lettere diverse dai genitori!).
Il meccanismo da noi proposto è molto semplice: somma dei pasti non fruiti meno giorni di bonus uguale rimborso. Il rimborso si eroga su richiesta esplicita. Abbiamo anche raccolto, in un paio di giorni, oltre centotrenta firme di genitori sull’argomento ma nessuno (dell'amministrazione comunale) ci ha risposto. Abbiamo scritto a Consiglieri e Sindaco, singolarmente, chiedendo che pensino dei rimborsi ed è uscito il capolavoro di cui sopra. Per quanto ci riguarda, Consiglieri e Sindaco non hanno ancora risposto alla nostra ultima lettera e aspetteremo, come previsto, altre tre settimane, che ci rispondano. In mancanza di risposta dovremo dedurre che sono d’accordo sull’allucinante metodo di calcolo suddetto e, cioè, sono d’accordo su un meccanismo ingiusto e per nulla trasparente. Elementare, Watson!
Guido Gentili
Fabrizio Ghirelli
Luca Lezzerini
09:19 Scritto da: gilgamesh19 in Informazioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mensa, rimborsi | OKNOtizie |
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